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Speculum Romanae Magnificentiae

Roma nell'incisione del Cinquecento

S. Corsi

14,00 €

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a cura di S. Corsi

catalogo della mostra: Firenze, Casa Buonarroti, 23 ottobre 2004-2 maggio 2005

anno di pubblicazione: 2004
brossura cucito
cm 20x22,5; pp. 72
52 illustrazioni in b/n

88-7461-064-5 italiano

Le raccolte di incisioni che nella seconda metà del Cinquecento assunsero il titolo di Speculum Romanae Magnificentiae videro la luce nella stamperia romana di Antonio Lafréry, in via del Parione. L’impresa editoriale, avviata «in servigio e piacere de’ virtuosi», riscosse un successo straordinario, tanto che negli anni settanta la stamperia poteva vantare un indice di cinquecento pezzi.

«Ogni esemplare dello Speculum» ricorda Stefano Corsi, curatore insieme a Pina Ragionieri della mostra ospitata dalla Casa Buonarroti (23 ottobre 2004-2 maggio 2005), «si presenta come un’opera a sé, non solo per la varietà del numero di fogli e soggetti contenuti, ma anche per la molteplicità degli stampatori ed incisori che firmano i vari pezzi».

L’esemplare della Casa Buonarroti – proveniente dalla biblioteca personale di Charles de Tolnay, direttore dell’istituzione fiorentina dal 1965 al 1981 – si compone di 84 pezzi: 52 di essi sono esposti in mostra, suddivisi in due sezioni, una dedicata alla Roma antica, l’altra a quella di Michelangelo.

Al bulino del francese Nicolas Béatrizet si deve la suggestiva rappresentazione di celebri statue antiche, ma anche il rigore di studi quali lo spaccato del Pantheon, cui fanno da contrappunto esempi della produzione del Lafréry che privilegiano la composizione di scene prospettiche di grande effetto scenografico. Alle invenzioni del parmense Enea Vico si affiancano gli esemplari appartenenti alla fortunata serie che raffigura gli esotici animali del Vivarium destinati alle venationes. Il percorso si completa attraverso la rappresentazione e la ricostruzione di monumenti, teatri, porte e colonne della città antica. Il nucleo della sezione che descrive la Roma cinquecentesca è costituito dalle architetture, e i fogli dello Speculum non si limitano a illustrare edifici esistenti, ma documentano anche modelli, progetti e soluzioni costruttive.