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Le riforme di Pietro Leopoldo e la nascita della Toscana moderna

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a cura di V. Baldacci

saggi di V. Baldacci, F. Cardini, C. Ceccuti, Z. Ciuffoletti,
R.P. Coppini, M. Degl’Innocenti, L. Rombai, A. Schiavone,
M. Verga

anno di pubblicazione: 2000
brossura cucito
cm 14x21; pp. 128
31 illustrazioni in b/n

88-85957-71-4 italiano

Il 30 novembre del 1786, con un atto di illuminata civiltà, il granduca Pietro Leopoldo promulga il nuovo Codice criminale abolendo, per la prima volta nella storia degli Stati moderni, la pena di morte e la tortura.

Nel 2000 questa stessa data è stata scelta dal Consiglio Regionale della Toscana per celebrare, ogni anno, la festa della Toscana.

In questo scritto patrocinato dal Consiglio e dalla Giunta regionale nove autorevoli studiosi descrivono la straordinaria stagione di riforme inaugurata dal granduca lorenese e dalla classe dirigente che questi seppe raccogliere intorno a sé, ricostruendo – a partire dalle grandi stagioni dell’età dei Comuni e del Rinascimento – le tappe della formazione dei valori culturali e civici che fondano l’identità della Toscana moderna.

Presentazione di R. Nencini e C. Martini

1.Toscana: un’antica terra di città (F. Cardini)
2.Pietro Leopoldo: un grande riformatore (V. Baldacci)
3.La riforma del codice penale e l’abolizione della pena di morte (A. Schiavone)
4.Il dibattito sulla pena di morte e la tradizione leopoldina nelle pagine dell’“Antologia” (C. Ceccuti)
5.Dalla riforma municipale al progetto di Costituzione (Z. Ciuffoletti)
6.Le riforme ecclesiastiche di Pietro Leopoldo (M. Verga)
7.Libertà economica e tradizione civile (R.P. Coppini)
8.Bonifiche, viabilità e politiche del territorio (L. Rombai)
9.Pietro Leopoldo e la società toscana (M. Degl’Innocenti)