Nessun prodotto nel carrello

SHOP

LIBRI

Art Shop
Il Grande Museo del Duomo

Ricerca avanzata

prodotti in evidenza

L'anima dei luoghi.

La Toscana nella fotografia stereoscopica

G. Fanelli

23,20 €

Aggiungi al carrello

di G. Fanelli

anno di pubblicazione: 2001
brossura cucito con bandelle
cm 23x29; pp. 192
240 illustrazioni a colori e in b/n

88-85957-73-0 italiano

Siamo intorno alla metà dell’Ottocento. Il cinema è di là da venire, la fotografia è ancora nella sua fase pionieristica. Alla ricerca di portenti e meraviglie – è il periodo delle grandi Esposizioni Universali – gli uomini inventano la stereoscopia.

La stereoscopia, o fotografia tridimensionale, si basa su un principio ottico molto semplice: riprendendo lo stesso soggetto da due punti di vista diversi ma ravvicinati – distanziati fra loro più o meno quanto lo sono i nostri occhi – è possibile grazie a uno speciale visore (lo stereoscopio, appunto) riprodurre l’illusione della profondità.

L’invenzione fece furore: milioni di “coppie stereoscopiche” furono realizzate in tutto il mondo dai maggiori fotografi dell’epoca e vendute da ditte specializzate a un pubblico estasiato. Oggi, nell’era digitale, l’espediente può farci sorridere (ma provare per credere: l’effetto conserva tutto il suo fascino). Ma il valore artistico e documentario di queste immagini resta intatto: i monumenti più celebri, i paesaggi immobili e rarefatti, le vedute “istantanee” della città e della campagna (addirittura cinematografiche nella loro immediatezza), ci restituiscono l’atmosfera di una Toscana quasi del tutto scomparsa.

L’introduzione di Giovanni Fanelli esamina il fenomeno della stereoscopia dal punto di vista tecnico, storico, artistico e di costume, con particolare attenzione alla sua diffusione in Toscana. Un breve ma denso regesto riporta i dati più significativi relativi ai fotografi rappresentati nel libro: le grandi ditte straniere (Ferrier & Soulier, Furne & Tournier, la London Stereoscopic Company, la Keystone View Company, Underwood & Underwood) e i “classici” (i fratelli Alinari, Anton Hautmann, Giacomo Brogi, Giorgio Sommer, John Brampton Philpot), ma anche – nucleo in buona parte inedito e di eccezionale interesse – i fotografi locali, gli amatori (Bianchi, Colonna, Carrara, Del Campana Guazzesi).

Il cuore del volume sono naturalmente le immagini – duecento fra coppie stereoscopiche e scatti singoli – molte delle quali corredate da ingrandimenti e dettagli. Si costruisce così un itinerario avvincente attraverso la Toscana di una volta. Particolare attenzione è rivolta ai centri maggiori: Firenze e Fiesole (64 immagini), Siena (15), Pisa (17), Lucca (20), Livorno (19). Ampie sezioni sono dedicate al Valdarno (14 immagini), a San Miniato al Tedesco (10) e a Viareggio (7). Ma sono ben rappresentati anche l’Impruneta, Greve in Chianti, il Mugello, Colle Val d’Elsa, San Gimignano, l’Incisa, San Giovanni Valdarno, Arezzo, Cortona, Scandicci, Signa, Empoli, Pontedera, Prato, Pistoia, Montecatini, Collodi, Montenero, Piombino, Portoferraio e Carrara.

Gli scatti sono molto diversi fra loro: sofisticati, naturali, impostati, brillanti. Ma il gioco di prestigio che affascinò intere generazioni è riuscito ancora una volta.