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Da Giotto a Gentile

Pittura e scultura a Fabriano fra due e trecento

Vittorio Sgarbi

35,00 €

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a cura di Vittorio Sgarbi

catalogo della mostra: Fabriano, Pinacoteca Civica “Bruno Molajoli” nello Spedale di Santa Maria del Buon Gesù, 26 luglio-30 novembre 2014

brossura cucito

24,5 x 29 cm, 312 pp.

160 illustrazioni a colori

isbn 978-88-7461-238-3

Saggi di Vittorio Sgarbi, Giordana Benazzi, Ferdinando Campana, Giampiero Donnini, Alberto Lenza, Elvio Lunghi, Alessandro Marchi, Ugo Paoli, Stefano Papetti Vittorio Sgarbi, Giordana Benazzi, Ferdinando Campana, Giampiero Donnini, Alberto Lenza, Elvio Lunghi, Alessandro Marchi, Ugo Paoli, Stefano Papetti 



Schede di Arianna Bardelli, Gabriele Barucca, Giordana Benazzi, Enzo Borsellino, Claudia Caldari, Emanuela Cecconelli, Emanuela Daffra, Giampiero Donnini, Andreina Draghi, Maria Falcone, Alessandro Giovanardi, Giulia Lavagnoli, Alberto Lenza, Maria Chiara Leonori, Elvio Lunghi, Alessandro Marchi, Francesco Mariucci, Mauro Minardi, Benedetta Montevecchi, Stefano Papetti, Veruska Picchiarelli, Ettore A. Sannipoli, Vittorio Sgarbi, Claudia Tempesta, Maria Rosaria Valazzi, Agnese Vastano, Andrea Viozzi, Federica Zalabra

Il catalogo illustra il percorso della mostra che, partendo dalla Pinacoteca “Bruno Molajoli” di Fabriano in cui vengono esposte circa novanta opere relative al contesto artistico umbro-marchigiano del XIV e XV secolo, si snoda nell’esplorazione di itinerari attraverso nelle chiese di Sant’Agostino, di San Domenico fino alla cattedrale di San Venanzio. Le numerose opere esposte, poco note al vasto pubblico, mirano a stabilire definitivamente le coordinate di una scuola marchigiana, e in particolare fabrianese, sviluppatasi sull’eredità di Giotto. In questo scenario ricco e vario trovano posto autori di fondamentale rilievo, a cominciare dal Maestro di Campodonico, artista potente e originale, dalle qualità formali ed espressive uniche nel panorama artistico del XIV secolo, sulla cui identità si indaga lungo traiettorie e suggestioni inedite; Allegretto Nuzi e Francescuccio di Cecco Ghissi, dal prezioso decorativismo antinaturalista e ai limiti dell’astrazione; Gentile da Fabriano, che si riappropria della tradizione giottesca rinnovandola e aggiornandola attraverso numerose influenze.

Il nesso tra pittura e scultura è indagato grazie alla presenza di autori tra i più significativi del periodo, come il Maestro dei magi, le cui opere presentano un nesso con la pittura di Allegretto Nuzi la cui suggestione è quanto mai viva e presente.