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Santa Maria Novella. La basilica e il convento

I. Dalla fondazione al tardogotico

Andrea De Marchi

 
PRODOTTO ESAURITO

A cura di Andrea de Marchi
Coordinamento scientifico di Carlo Sisi

Testi di Fulvio Cervini, Sonia Chiodo, Silvia Colucci, Andrea De Marchi, Dora Liscia Bemporad, Gaia Ravalli, Alessandro Salucci OP
Campagna fotografica di Antonio Quattrone

cartonato con sovraccoperta
24 × 31,5 cm, 320 pp.
più di 450 immagini a colori

isbn 978-88-7461-293-2 italiano

Nel 2013 Banca Cassa di Risparmio di Firenze e Ente Cassa di Risparmio di Firenze si sono date la mano per riprendere un discorso che era stato interrotto da tempo, la stampa di raffinati volumi dedicati alle chiese più importanti e ricche d’arte e di storia. Ai due volumi sulla Basilica della Santissima Annunziata, usciti nel 2013 e nel 2104, segue quest’anno il primo dei tre volumi che, con cadenza annuale, tratteggeranno il profi lo del complesso di Santa Maria Novella, basilica e spazi del convento. Il primo volume, curato da Andrea De Marchi con la coordinazione di Carlo Sisi, ha chiamato a raccolta studiosi di livello per tracciare un profilo della chiesa dalla fondazione al tardogotico (il secondo avrà per oggetto quello dalla Trinità di Masaccio alla metà del Cinquecento, il terzo quello dalla ristrutturazione vasariana e granducale ad oggi).
Santa Maria Novella rappresenta la risposta italiana all’arte gotica di Oltralpe, con un’architettura che alla spinta verticale accompagna l’attenzione alla spazialità e che annuncia già la rinascita del gusto per l’arte classica. La scarsità di documenti rende difficoltoso e appassionante posizionare correttamente i momenti della costruzione della nuova basilica sulla base della vecchia chiesa, per cui molti studiosi spingono verso l’ipotesi che il transetto abbia assolto durante il procedere dei lavori il ruolo di chiesa provvisoria. Di grande spessore sono le opere scultorie e figurative conservate nel complesso, a partire dalla Maestà Rucellai di Duccio di Buoninsegna – di cui Andrea De Marchi traccia la storia – fino al Crocifisso di Giotto, che, all’altezza del nono decennio del XII secolo, indicano il grande investimento che era stato fatto sull’apparato decorativo dell’edificio.
Proseguendo con le opere di Andrea e Nardo di Cione fino all’importante patrimonio di manoscritti conservati nel convento, il volume offre un approfondito panorama su tutti gli aspetti storici e artistici che hanno caratterizzato i primi secoli del complesso.