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a cura di Pina Ragionieri
catalogo della mostra: Firenze, Casa Buonarroti, 7 maggio-30 luglio 2008
anno di pubblicazione: 2008
brossura cucito con bandelle
cm 24,5x29; pp. 120
58 illustrazioni a colori e 47 in b/n
978-88-7461-119-5 italiano
Nella bibliografia michelangiolesca scarseggiano – sorprendentemente – le voci dedicate al tema dei ritratti di Michelangelo; e non è escluso che in questo abbia giocato un ruolo non secondario una certa avversione dell’artista a ritrarsi e a essere ritratto.
«Di Michelagnolo non ci è altri ritratti che duoi di pittura … et uno di bronzo di tutto rilievo fatto da Daniello Ricciarelli, e questo [cioè la celebre medaglia] del cavalier Lione»: così Giorgio Vasari. Conservate in Casa Buonarroti, queste quattro opere – i dipinti di Giuliano Bugiardini e Jacopino del Conte, la medaglia di Leone Leoni e un esemplare del famoso busto di Daniele da Volterra – sono tutte presenti in mostra (Firenze, Casa Buonarroti, 7 maggio-30 luglio 2008).
Oltre che con ritratti dal vero, Michelangelo fu più volte omaggiato dai suoi contemporanei (fra cui Raffaello), che conferirono i suoi tratti a personaggi effigiati in scene d’insieme; e con la pubblicazione delle Vite di Vasari, corredate da piccole immagini degli artisti, si inaugura un’altra tipologia di ritratto che avrà fortuna, l’incisione celebrativa. Eloquente omaggio all’illustre antenato è poi la Galleria al primo piano del museo, fortemente voluta dal pronipote Michelangelo Buonarroti il Giovane, dove dipinti e sculture raffigurano Michelangelo con i grandi del tempo.
Fra le opere presenti in mostra meritano una menzione particolare il disegno scelto per la copertina del catalogo, attribuito a Van Dyck (Chatsworth, Devonshire Collection), e una tela di Delacroix (Montpellier, Musée Fabre) che mostra Michelangelo nel suo studio, sovrastato dai suoi celebri marmi: una pausa nervosa, senza riposo.
Una ricca sezione è dedicata al mito di Michelangelo creato dal romanticismo storico. È da queste opere di ispirazione aneddotica, piacevoli e immaginifiche, che parte il percorso della mostra, in un viaggio a ritroso nel tempo che si conclude con le immagini del maestro ancora in vita. L’ultimo pezzo è il foglio autografo della Casa Buonarroti dove, in margine a un sonetto, pochi efficaci tratti schizzano una figura protesa verso l’alto nell’atto di dipingere una volta: quella della Cappella Sistina.
Il volto di Michelangelo
a cura di Pina Ragionieri
catalogo della mostra: Firenze, Casa Buonarroti, 7 maggio-30 luglio 2008
anno di pubblicazione: 2008
brossura cucito con bandelle
cm 24,5x29; pp. 120
58 illustrazioni a colori e 47 in b/n
978-88-7461-119-5 italiano
Nella bibliografia michelangiolesca scarseggiano – sorprendentemente – le voci dedicate al tema dei ritratti di Michelangelo; e non è escluso che in questo abbia giocato un ruolo non secondario una certa avversione dell’artista a ritrarsi e a essere ritratto.
«Di Michelagnolo non ci è altri ritratti che duoi di pittura … et uno di bronzo di tutto rilievo fatto da Daniello Ricciarelli, e questo [cioè la celebre medaglia] del cavalier Lione»: così Giorgio Vasari. Conservate in Casa Buonarroti, queste quattro opere – i dipinti di Giuliano Bugiardini e Jacopino del Conte, la medaglia di Leone Leoni e un esemplare del famoso busto di Daniele da Volterra – sono tutte presenti in mostra (Firenze, Casa Buonarroti, 7 maggio-30 luglio 2008).
Oltre che con ritratti dal vero, Michelangelo fu più volte omaggiato dai suoi contemporanei (fra cui Raffaello), che conferirono i suoi tratti a personaggi effigiati in scene d’insieme; e con la pubblicazione delle Vite di Vasari, corredate da piccole immagini degli artisti, si inaugura un’altra tipologia di ritratto che avrà fortuna, l’incisione celebrativa. Eloquente omaggio all’illustre antenato è poi la Galleria al primo piano del museo, fortemente voluta dal pronipote Michelangelo Buonarroti il Giovane, dove dipinti e sculture raffigurano Michelangelo con i grandi del tempo.
Fra le opere presenti in mostra meritano una menzione particolare il disegno scelto per la copertina del catalogo, attribuito a Van Dyck (Chatsworth, Devonshire Collection), e una tela di Delacroix (Montpellier, Musée Fabre) che mostra Michelangelo nel suo studio, sovrastato dai suoi celebri marmi: una pausa nervosa, senza riposo.
Una ricca sezione è dedicata al mito di Michelangelo creato dal romanticismo storico. È da queste opere di ispirazione aneddotica, piacevoli e immaginifiche, che parte il percorso della mostra, in un viaggio a ritroso nel tempo che si conclude con le immagini del maestro ancora in vita. L’ultimo pezzo è il foglio autografo della Casa Buonarroti dove, in margine a un sonetto, pochi efficaci tratti schizzano una figura protesa verso l’alto nell’atto di dipingere una volta: quella della Cappella Sistina.


