Il ritorno delle fontane e delle cascate delle Rampe del Poggi 31 Ottobre 2019 – Edito in: Prossime uscite – Autore: Marco Salucci

Il volume ripercorre e celebra la recente opera di restauro e valorizzazione che ha restituito lo splendore originario alle fontane e alle cascate delle Rampe, ai piedi dei viali che da Porta San Niccolò conducono al Piazzale Michelangelo, opera, tra gli anni sessanta e settanta del XIX secolo, di Giuseppe Poggi – “regista” di Firenze capitale, professionista cui toccò l’incarico, inedito nell’Italia dell’Ottocento, di ridisegnare un’intera città mettendola in grado di rappresentare il neonato regno di Vittorio Emanuele II – con l’aiuto del giardiniere Attilio Pucci, figura di primissimo piano nella definizione del viale dei Colli e delle sue appendici.
Il volume è accompagnato da oltre 300 immagini a cui se ne aggiungono altri 100 scatti ad opera di George Tatge, che sin dall’inizio ha seguito le fasi salienti della campagna di restauro.

Veduta aerea delle Rampe dopo il restauro - foto George Tatge

Veduta aerea delle Rampe dopo il restauro – foto George Tatge

Un saggio del curatore Mauro Cozzi fornisce il contesto culturale in cui il le vicende di Firenze capitale si sono svolte: Poggi – a lungo tenuto in disparte dalla storia ufficiale prima della riscoperta del cambio di direzione degli studi negli anni settanta del Novecento – immaginò una città moderna in ogni suo aspetto, a partire dal complesso rapporto che lega la città con il suo fiume (e in generale con il tema dell’approvvigionamento di acqua), rapporto che, prima delle Rampe, si sarebbe sviluppato nella progettazione di Stabilimenti balneari davanti a San Niccolò, poi non realizzati. Il totale ripensamento della Firenze affacciata sulla riva sinistra, necessario ad adeguare la città alle grandi realtà europee e a controbilanciare la natura ancora popolare del Centro storico, fu però interrotto dal passaggio della capitale a Roma; a farne le spesse saranno lo Stradone dei Colli e lo stesso Piazzale Michelangelo, ma non le Rampe, progetto per cui Poggi mostra grande affetto, “assaggio” evocativo del più straordinario incrocio tra uomo e natura .
A seguire, il contributo di Lucia Mannini esplora la fortuna iconografica della collina di San Miniato e delle Rampe, che attraversa l’ispirazione dei pittori di macchia e arriva fino ad alcuni episodi del cinema italiano di fine secolo. Mentre il restauro vero e proprio è ripercorso dai loro protagonisti, rispettivamente Giuseppe De Grazia e Tommaso Muccini per il sistema architettonico e la componente vegetale ed Enzo Floridi per il sistema idraulico, dove si riconosce tutto lo studio che è stato necessario per una ricostruzione che si rivelasse il più fedele possibile alle intenzione del suo creatore.