Leonardo Vinci 2 Maggio 2019 – Edito in: maestrini, Rubriche

Come tutti i geni e tutti i suoi vicini, Leonardo Vinci viveva in via d’Estinzione a Montecatini Terme ed era figlio unico. Sua madre Jennifer faceva la barista al Caffè Giocondo, che era stato ribattezzato così dopo che la R e il trattino superiore della T della vecchia insegna “Girotondo” si erano fulminati e nessuno aveva più pensato a ripararli.

Il caffè Giocondo stava al civico prima del 9, dove abitavano loro, sicché per la madre era proprio comodo. Suo padre invece, Pasquale Vinci, faceva il “poltronista”, anche se Leonardo non sapeva cosa volesse dire – doveva trattarsi di un lavoro notturno, dato che il giorno lo passava per intero sulla poltrona davanti alla tv. Beveva e fumava il sigaro toscano, e il suo proverbio preferito era “occhio al Verrocchio, Dante perdente”.

Leonardo Vinci aveva un nome datogli a caso senza alcuna cognizione di causa. La sera prima del giorno in cui nacque, infatti, la madre Jennifer era un po’ ubriaca. Aveva dato una festa e invitato tutto il quartiere, compreso il suo titolare, Ludovico il Toro. La casa, decorata con Ghirlandaie di fiori, scintillava di colori. Jennifer aveva colmato ciotole di baci Perugino e per tutta la sera aveva offerto ai suoi ospiti Botticelle stracolme di vino.

Leonardo Vinci non ci sentiva bene, capiva sempre fischi per fiaschi, tanto che una volta a scuola lo accusarono di sordomia. Per fortuna la più bella della classe, che gli piaceva tanto, Virginia delle Rocce, non aveva creduto a quelle voci. Aveva capelli lunghi e folti, era bellissima.

Un pomeriggio il suo amico del cuore gli chiese se sapeva di avere quasi lo stesso nome di un grande genio della storia – Leonardo non lo stava ascoltando. In quel momento era troppo concentrato a costruire la sua scultura di bucce d’arancia in cucina, il Castello Scorzesco.

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