Tra la morale e il monito: Non ti preoccupare di Domenico Palladino 8 Aprile 2019 – Edito in: Parola d'autore, Rubriche

Quando lo scrittore sa leggersi e raccontarsi: a pochi mesi dall’uscita del romanzo Non ti preoccupare, un’intervista all’autore Domenico Palladino fa luce sui nuclei tematici principali del libro.

Monica Giarrè, Senza tempo, particolare di copertina

Monica Giarrè, Senza tempo, particolare di copertina

Qual è ai suoi occhi la particolarità caratteriale del protagonista Vittorio che con maggior forza lo sprona a non arrendersi mai, ma a mantenersi lucido e vigile in qualsiasi situazione?

L’esperienza e prima ancora la formazione giovanile che gli ha impresso valori veri di giustizia e di attenzione per le persone, sono gli elementi caratterizzanti il protagonista. Egli si muove nel dispiegarsi del racconto cercando di avere sempre chiaro l’obiettivo finale che persegue con determinazione, senza mai farsi distogliere da un mondo incline al malaffare.

Il romanzo è intriso di riferimenti letterari: spesso compaiono titoli di opere importanti sia contemporanee sia classiche, si narra di come il protagonista si ritrovi tra le mani tali volumi scovati nella libreria di qualche ospite, o di come li rammenti semplicemente. Che funzione hanno questi riferimenti? Servono a impreziosire la trama o detengono un ruolo preciso nello svolgimento della narrazione?

Sicuramente i libri, che lo hanno accompagnato nel corso dell’intera sua vita, hanno contribuito alla formazione del protagonista e quindi hanno il ruolo di meglio delineare e contestualizzare le sue origini e il suo carattere. Nel seguito del testo costituiscono elementi di identificazione e di caratterizzazione del personaggio rendendo così la trattazione più aperta.

Nel corso dell’intera vicenda narrativa si ha l’impressione che i due mondi degli affetti e della “missione” del protagonista ora convivano armoniosamente ora in modo conflittuale, portando l’uno a prevalere prima o poi sull’altro: come dialogano nel libro il tema amoroso e quello pragmatico (della praxis in senso etimologico, dell’azione)?

I due mondi non sono in conflitto fra di loro, il protagonista è uomo pragmatico che con determinate persone riesce ad instaurare un rapporto sulla base delle proprie sensibilità, passando da un iniziale lucido distacco a una condivisione dell’azione in cui prevale il sentimento.

Un filo rosso lungo cui si dipana il romanzo è il ricordo della terra d’origine, quella Basilicata mai sfuocatasi nella mente di Vittorio, ma più volte rammentata tra il sospiro e la malinconia. La lontananza di Vittorio secondo lei è più simile a uno sradicamento vero e proprio o a una nostalgia utile a contrassegnare il temperamento del personaggio?

Non credo si possa parlare di sradicamento, quanto piuttosto di una nostalgia per la terra d’origine. Nostalgia che però appare non come rimpianto quanto come elemento determinante il suo essere, come rifugio per ritrovarsi e come elemento che caratterizza la sua identità.

“Non ti preoccupare” è titolo e monito che cadenza la trama del libro, dandole un ritmo. La frase si può considerare una morale per il lettore o serve solo da timone per il protagonista? È ancora possibile secondo lei una morale nel romanzo?

La frase serve soprattutto come timone per il protagonista, permettendogli di trovare la forza per superare i momenti difficili. Può essere considerata uno stimolo a mantenere dritta la barra ma anche l’elemento che gli permette di portare un concreto aiuto agli altri.
Ritengo che ogni libro offra un insegnamento e che ci siano libri che, oltre a fornire un insegnamento, possono essere considerati come fari nella vita.

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