Tre manoscritti da Firenze a Jerevan: la prova di un legame storico 4 Giugno 2019 – Edito in: Eventi

Dal 9 giugno al 9 gennaio 2020, a Jerevan (Armenia), avrà luogo una mostra importante e preziosa, dal titolo Tre manoscritti armeni dalla Toscana (XIII-XIV secolo). Saranno esposti tre manoscritti armeni risalenti al XIII-XIV secolo, che confluiranno nel museo Matenadaran quale prestito da parte della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. L’iniziativa, promossa con particolare enfasi da Massimo Inguscio, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prevede che l’esposizione al pubblico dei tre volumi si fondi sull’impiego di tecnologie avanzatissime: sono stati i ricercatori del CNR a garantire la lettura multimediale dei volumi, che ne esalta a dismisura, oltre che la decifrabilità, la bellezza. L’iniziativa dimostra pertanto come la scienza sia talvolta indispensabile alla divulgazione della cultura, oltre che funzionale al progresso.

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Ashburnham 1089, cc. 3v-4r

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Ashburnham 1089, cc. 3v-4r

Non solo i manoscritti sono la prova dello storico e affiatato legame tra Armenia e Italia, ma è la mostra stessa a porsi come ulteriore conferma del fatto che attualmente tale connessione permane in modo vivido e profondo. I tre manoscritti consistono in un rituale di ordinazione del 1232 miniato in Cilicia, un messale romano del 1353 copiato a Pisa e un manoscritto contenente un breviario domenicano e i cantici del salterio, copiato a Buda nel 1369. Gli antichi volumi raccontano la storia della presenza armena in Italia a partire dall’età medievale, l’armonia e la contaminazione tra due popoli, due tradizioni, due diverse lingue, una storia che grazie a questa mostra finalmente non sarà più sconosciuta come prima.