Una Pietà di Simone – Una scoperta che emoziona 3 Novembre 2025 – Edito in: Dentro il libro – Autore: Maria Cecilia Del Freo

È con grande entusiasmo che vi presentiamo un’eccezionale novità nel panorama della storia dell’arte medievale: una Pietà inedita di Simone Martini, capolavoro giovanile riscoperto grazie al minuzioso lavoro del restauratore Stefano Scarpelli e allo studio approfondito dello storico dell’arte Andrea De Marchi.

Si tratta di una piccola tavola, straordinaria per qualità pittorica e intensità espressiva, che ci riporta agli anni formativi dell’artista senese, poco prima del matrimonio con Giovanna Memmi nel 1324, quando Simone si muoveva tra Pisa, Orvieto e Siena.

Originariamente parte destra di un dittico – di cui si è persa la valva sinistra, probabilmente con una Madonna col Bambino – la tavola venne successivamente utilizzata come Osculatorium, dettaglio che ha lasciato tracce visibili nel deterioramento di alcune aree.

Un elemento sorprendente è la scelta iconografica: il volto di Cristo, pur nella morte, sembra ancora attraversato da un fremito di vita. Un dettaglio che amplifica la tensione emotiva dell’opera e che testimonia la profondità del linguaggio di Simone fin dai suoi esordi.

Nel suo testo, De Marchi stabilisce interessanti confronti con opere del cognato Lippo Memmi, ma anche con quelle di Giotto, i fratelli Lorenzetti, Allegretto Nuzi e Naddo Ceccarelli, offrendo al lettore uno sguardo immersivo nel contesto artistico del primo Trecento. Un’estrema delicatezza, un’emozione trattenuta, un dolore vibrante: in questa tavola si avverte il battito giovane e già potente di un genio.

Vi invitiamo a leggere l’articolo completo nella sezione Monografie e Novità, dove potrete scoprire ogni dettaglio di questa emozionante attribuzione.

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